Ennesimo presunto caso di malasanità, stavolta a Trapani dove una partoriente di 26 anni, al nono mese di gravidanza, ricoverata per alcune perdite di sangue, è morta in ospedale in circostanze ancora tutte da chiarire. Il piccolo, invece, è stato salvato in extremis grazie ad un parto cesareo mentre la donna è deceduta per un arresto cardiocircolatorio. Ora il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin vuole vederci chiaro al punto da aver disposto l’invio di una task force a Trapani per far luce sull’accaduto: come può una partoriente morire per un semplice malore e per alcune perdite di sangue? Cosa non ha funzionato?

Partoriente morta, aveva avuto un malore

In una nota dell’Azienda sanitaria provinciale si legge che la partoriente sarebbe giunta in ospedale intorno alle 21: lì sarebbe stata sottoposta ad alcune visite riscontrando normali funzioni vitali del nascituro e “condizioni generali nella norma” per la donna. All’improvviso, alle 23.50, stando alle prime informazioni trapelate, la donna si sarebbe sentita male mentre parlava con la madre e così è morta nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Trapani. A quel punto i medici hanno praticato d’urgenza un parto cesareo e il piccolo – di 3,2 chili – è nato in buona salute.

Partoriente morta forse per embolia

La partoriente, stando alle prime indiscrezioni, sarebbe stata colpita da un’embolia; intanto l’Asp ha nominato una commissione interna per far luce sul decesso contestualmente all’invio degli ispettori come richiesto dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.