Rivoluzione nel mondo dei trasporti, almeno a livello burocratico: il Consiglio dei Ministri ha infatti dato il via libero alla nascita del gigante prodotto dalla fusione di Fs – Ferrovie dello Stato Italiane e Anas – Azienda Nazionale Autonoma delle Strade.

Anas diventerà in questo modo una società interna al gruppo Fs, pur mantenendo una propria autonomia e i rapporti concessori con lo Stato, vedendo anche ricapitalizzato il propri patrimonio.

Quello approvato dal Governo è un progetto industriale per un polo integrato strade – ferrovie, che dovrebbe porterà a ricavi da oltre 10 miliardi di euro e alla gestione di oltre 43mila chilometri di reti, per 75mila dipendenti.

L’accordo fra i ministri competenti è stato raggiunto anche grazie all’intesa sui contenziosi che pesano sul bilancio della società venutasi a creare. È stato dunque previsto un piano triennale di definizione in via bonaria dei pendenti con l’accantonamento di riserve per 700 milioni di euro. Inoltre è stato garantito che la nuova entità rimarrà esterna alla Pubblica amministrazione, cosicché i debiti contratti non gravino sul bilancio dello Stato.

Ogni giorno Fs si occupa di spostare circa 8mila treni, per un totale di 600 milioni di passeggeri all’anno. Anas invece gestisce più di 26mila chilometri di strade e autostrade, e ha alle sue dipendenze più di 6mila persone.