Colpo di scena nel processo sulla trattativa tra Stato e mafia. Al termine dell’udienza il boss Totò Riina ha fatto sapere – attraverso il suo legale, l’avvocato Giovanni Anania – di voler parlare in aula. Vuole rispondere alle domande della pubblica accusa e a quelle degli avvocati che verranno poste nelle prossime udienza. Una comunicazione che è giunta a udienza chiusa, proprio nel momento in cui la Corte stava lasciando l’aula. Una decisione certamente inaspettata, che ha spiazzato tutti.

Totò Riina interrogato il prossimo 16 febbraio

E’ la prima volta che il padrino di Corleone decide di sottoporsi alle domande dei pm. Non è mai successo prima. Il suo interrogatorio, stando alle prime indiscrezioni, dovrebbe tenersi il prossimo 16 febbraio. Prima, però, renderà dichiarazioni spontanee il senatore Nicola Mancino, ex Ministro dell’interno, anche lui imputato nel processo sulla trattativa Stato-mafia.

E’ la prima volta che parla Totò Riina

Tutti gli altri imputati hanno scelto la via del silenzio. Come riporta puntualmente “La Repubblica”, il medico Antonino Cinà ha risposto che “non acconsente” all’interrogatorio; non si esprime poiché “assente per rinuncia” Leoluca Bagarella; gli altri, invece, daranno una risposta entro il prossimo 9 febbraio.

L’unica certezza è che, per la prima volta, il boss Totò Riina risponderà alle domande dei pm.