Tre sorelle hanno tentato il suicidio in Valle d’Aosta e sono state salvate dall’intervento tempestivo dei Carabinieri. L’episodio è avvenuto ieri mattina a Valtournenche. Intorno alle 12 le tre donne hanno raggiunto Singlin, una frazione di Valtournenche, a bordo della loro vettura, una Fiat Panda.

L’auto è stata parcheggiata in frazione Maen. Scese dal veicolo, due delle tre sorelle hanno raggiunto a piedi un muraglione a Singlin, minacciando di gettarsi di sotto. Le due erano in evidente stato confusionale. Alcuni passanti hanno notato le due donne sul muraglione e hanno immediatamente chiamato il 112.

I Carabinieri, giunti sul posto, sono riusciti a salvare le due sorelle che avevano scelto di suicidarsi gettandosi dal muraglione. La terza sorella, rimasta in macchina a Maen, aveva invece scelto di togliersi la vita con il monossido di carbonio.

Quando gli agenti hanno raggiunto la vettura, la donna aveva già messo in atto il suo proposito. I Carabinieri hanno richiesto l’immediato intervento dell’elisoccorso. La donna è stata trasportata all’ospedale Umberto Parini di Aosta. Le sue condizioni sono molto gravi a causa dell’intossicazione subita.

Le tre sorelle erano state truffate da due avvocati

Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, le tre sorelle avrebbero deciso di togliersi la vita a seguito di una presunta truffa subita da due avvocati. A spingere le donne al gesto estremo sarebbe stata la perdita di una cospicua eredità.

Le tre sorelle, tutte nubili e casalinghe, abitano insieme a Carmagnola, Torino. Le donne di 49, 63 e 72 anni, hanno anche un’altra sorella di 66 anni. Inizialmente era circolata la notizia che anche la quarta sorella avesse tentato il suicidio, ma i carabinieri di Cervinia hanno subito provveduto a smentire l’indiscrezione trapelata.

Le tre avrebbero annunciato di voler mettere fine alla loro vita in una lettera in cui documentano la truffa subita dai due avvocati che le avrebbero fatte finire sul lastrico. Le due sorelle che hanno cercato di gettarsi dal muraglione si trovano ora ricoverate nel reparto di psichiatria dell’ospedale Parini di Aosta, strettamente monitorate dal personale sanitario.