Sarà un Natale amaro per le finanze degli italiani.  A rivelarlo è una recente analisi condotta dall’istituto di statistica Ixè per conto della Coldiretti in relazione alla destinazione delle tredicesime. Le cifre sono sconfortanti: i 30 milioni di italiani che hanno percepito la tredicesima in busta paga la useranno in gran parte per pagare tasse e mutui. Esattamente al pagamento di tributi, bollette energetiche e rate del mutuo verrà destinata una percentuale del 51% della tredicesima. Solo un quarto del totale verrà utilizzato per fare acquisti in vista delle festività natalizie. La crisi dei consumi è destinata dunque a proseguire anche a Natale a causa dell’eccessiva pressione fiscale che pesa sul ceto medio italiano, quello che finora aveva evitato il crollo totale.

La crisi economica e il clima di profonda incertezza che domina il mercato del lavoro porterà inoltre il 23% degli italiani a mettere da parte la tredicesima in previsione di difficoltà finanziarie future. Secondo la Coldiretti a influire maggiormente sul calo della fetta di tredicesima destinata agli acquisti di Natale saranno le scadenze dell’IMU e della Tari, previste per il 16 dicembre prossimo.  Il 31 gennaio, inoltre, scadranno i termini per il pagamento del canone RAI. Molti italiani utilizzeranno proprio i soldi della tredicesima per pagare l’abbonamento alla tv pubblica.

A questa situazione di per sé sconfortante vanno a sommarsi i ritardi nell’erogazione delle tredicesime che riguarderanno un quarto dei lavoratori dipendenti italiani. Un’azienda su quattro ritarderà il pagamento o, nei casi più sfortunati, non pagherà la tredicesima mensilità ai suoi dipendenti a causa dell’eccessivo cuneo fiscale che pesa sulle imprese a fine anno e di un accesso al credito sempre più difficile.

Tirando le somme, quest’anno,  dei 39 miliardi complessivi erogati a lavoratori dipendenti e pensionati,  solo il 26% andrà ad alimentare lo shopping natalizio. Malgrado le tredicesime erogate siano aumentate dell’1% rispetto al 2013, nei prossimi 10 giorni, periodo in cui solitamente i consumi aumentano, non sono attesi picchi. Per i regali di Natale verranno spesi 813 miliardi di euro, la stessa cifra spesa nel 1999, pari a 200 euro pro capite, investiti perlopiù in regali utili, di basso costo, con una percentuale del 38% di acquisti online.  Rispetto allo scorso anno la spesa complessiva degli italiani per i regali subirà un leggero aumento pari allo 0,2%. Una percentuale esigua che certamente non basterà a risollevare un’economia sempre più in ginocchio.

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