La nascita del tricolore italiano, ispirato agli ideali liberali della Rivoluzione francese, viene fissata a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, data in cui fu adottato come bandiera della Repubblica Cispadana. Da allora i colori nazionali subirono tuttavia numerosi rimaneggiamenti prima di giungere alla forma odierna. Essi trovano precedenti nei tricolori di Bologna, Modena, Felina, Novellara e, in ultimo, nel sopracitato primo tricolore cispadano. Il blu del vessillo francese fu negli anni sostituito dal verde, probabilmente in relazione ai colori delle divise della Guardia Nazionale milanese. La disposizione, originariamente a bande orizzontali, con il rosso in alto, per la prima volta mutò nella versione a bande verticali l’11 maggio 1798, ad opera della Repubblica Cisalpina. Nel 1848, bandiere tricolori vennero fatte sventolare sulla barricate milanesi durante le Cinque giornate di Milano e re Carlo Alberto, prima di iniziare la Prima guerra di indipendenza italiana, adottò come bandiera del suo regno il tricolore verde bianco e rosso, con le bande di colore verticali, inserendovi al centro lo stemma sabaudo.

Lo stesso anno anche il Regno di Sicilia adottò il tricolore verde bianco e rosso, con al centro la Triscele, simbolo dell’isola siciliana; il tricolore venne poi adottato anche dal Granducato di Toscana, con sovrimpresse le armi della casata degli Asburgo-Lorena e dalla Repubblica Romana, con la scritta di ispirazione mazziniana “Dio e Popolo”.

Il 14 marzo 1861 il Tricolore, caricato dello stemma di Casa Savoia, divenne infine bandiera ufficiale del Regno d’Italia. Alla nascita della Repubblica lo stemma sabaudo fu poi abolito e il Tricolore (foto by InfoPhoto), seppure con proporzioni diverse, tornò ad essere quello del 1798.