Legambiente fa sapere che i nostri mari, così quindi la pesca e il turismo, sono in grave pericolo a causa del numero crescente di trivellazioni destinate alla ricerca del greggio.

Secondo il Rapporto Annuale del 2012 del Dipartimento per l’Energia del Ministero dello Sviluppo Econimico, 121 sono i permessi di ricerca di idrocarburi e di questi 25 sono in mare, inoltre 199 sono le concessioni di coltivazione, in questo caso quelle in mare sono 66.

Ecco perché Goletta Verde di Legambiente comunica attraverso il suo dossier ‘Trivell Selvaggia’ il danni che queste trivellazioni stanno portando.

9 sono le piattaforme petrolifere che sono nei mari italiani, per un totale di 1.786 kmq di mare occupato nell’Adriatico, nal Mar Ionio e nel Canale di Sicilia.

Questi sono i tre punti che creano più preoccupazioni a Legambiente che spiega come “un ultimo permesso di ricerca rilasciato riguarda anche il golfo di Oristano in Sardegna. Attualmente 10.266 km quadrati di mare italiano sono oggetto di 19 permessi di ricerca petrolifera già rilasciati, mentre 17.644 km quadrati sono oggetto di 41 richieste di ricerca petrolifera in attesa di valutazione e autorizzazione da parte del ministero dello Sviluppo economico”.

Queste trivellazioni in mare, nel caso di errori, potrebbero portare a danni rilevanti e pericolosi per la sopravvivenza di due settori su cui l’Italia punta, il turismo e la pesca.