Il Corpo Forestale dello Stato ha denunciato per frode in commercio e per somministrazione di sostanze alterate almeno quattordici imprenditori pugliesi e del Centro Nord Italia che avrebbero prodotto alimenti destinati alle mense per bambini dai due ai tre anni, contenenti livelli di piombo (ma anche cadmio, altro metallo pesante) ben superiori a quelli consentiti per legge. Oltre all’elevata presenza di piombo, gli inquirenti avrebbero riscontrato anche tracce di microtossine in alcuni formati di pasta e lo stesso è accaduto per almeno un terzo del pane di semola di grano duro esaminato. Tutti gli alimenti controllati sarebbero stati prodotti con grano di provenienza non italiana.

Il Corpo Forestale dello Stato avrebbe sottoposto a controllo almeno ottanta aziende private – panifici soprattutto – e le irregolarità riscontrate sarebbero state piuttosto numerose. In una delle aziende private sottoposte a controllo, gli inquirenti avrebbero accertato che i prodotti preparati, come pane pasta e altre merende avrebbero contenuto livelli di piombo assai più alti rispetto al consentito. Un problema assai più delicato se si pensa che i prodotti erano destinati a bambini molto piccoli, certamente più vulnerabili per via della giovanissima età.

L’operazione è stata molto apprezzata da parte di Coldiretti, che da sempre si batte contro le irregolarità e le sofisticazioni alimentari, soprattutto quando si impiegano prodotti di dubbia provenienza, che non solo sono un danno per l’economia italiana ma anche per la salute dei consumatori. E come la stessa Coldiretti fa notare in merito proprio alla regione Puglia, da luglio 2015 ad aprile 2016, nel solo porto di Bari, sarebbero state scaricate oltre millecinquecento tonnellate di grano di provenienza estera, facendo in questo modo crollare anche i prezzi del grano pugliese, con pesanti ripercussioni anche sugli addetti ai lavori.