Esplodono le polemiche nel mondo politico lombardo dopo gli arresti che il 20 marzo hanno portato in carcere otto persone. L’inchiesta della Procura è legata agli appalti per l’Expo 2015 che si terrà a Milano.

Il personaggio principale fra gli arrestati è Antonio Giulio Rognoni (foto by InfoPhoto), direttore generale dimissionario di Infrastrutture lombarde, società per azioni il cui capitale appartiene interamente alla Regione Lombardia. I magistrati hanno emesso nei confronti di Rognoni ben 66 capi d’imputazione, che vanno dall’associazione per delinquere alla turbativa d’asta, dalla truffa all’amministrazione regionale al falso.

In carcere anche Pierpaolo Perez, capo ufficio gare e appalti della stessa società. Agli arresti domiciliari: Maurizio Malandra, direttore amministrativo, gli avvocati Carmen Leo, Fabrizio Magrì, Sergio De Sio e Giorgia Romitelli; l’ingegnere Salvatore Primerano.

Il cuore dell’indagine riguarda affidamenti esterni d’incarichi come le consulenze legali e i controlli sugli appalti, in particolare sull’Expo. La Procura sostiene che Rognoni sia a capo di una cerchia ristretta di professionisti insinuatisi indebitamente nell’amministrazione, il cui scopo era accaparrarsi il maggior numero possibile di commesse; inoltre Rognoni, secondo i magistrati, aveva creato una rete di consulenti esterni a lui fedeli.

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha commentato: “Io posso solo dire che Rognoni’ era già stato allontanato dal ruolo che aveva in precedenza. Forse qualcuno che invece di parlare opera, aveva capito che era necessario un cambiamento. Io ho fatto quello che dovevo fare“.

Il presidente della Regione, Roberto Maroni: “Ho appreso con stupore la notizia dell’arresto dell’ingegner Antonio Rognoni. L’ho conosciuto lo scorso anno e in questi mesi ne ho apprezzato la competenza in materia di infrastrutture. Mi auguro che sappia dimostrare la sua estraneità ai fatti nell’interesse della Regione Lombardia e delle società nelle quali ancora ricopriva importanti responsabilità”.

Le opposizioni in Regione partono all’attacco. Alessandro Alfieri, segretario regionale del Pd: “L’arresto di Antonio Rognoni e di altri dirigenti di Infrastrutture lombarde richiede che si faccia al più presto chiarezza. Sul piano dell’amministrazione regionale è opportuno che Maroni venga in Aula già martedì a riferire“.

Il Movimento 5 stelle in una nota, oltre a chiedere che il governatore Roberto Maroni dia spiegaizoni al Consiglio regionale, aggiunge: “Chiediamo il blocco di tutte le opere in via cautelativa in mano a Infrastrutture lombarde“.