La Guardia di Finanza del Nucleo tributario di Venezia sta indagando in merito ad una presunta truffa sui carburanti attuata su tutto il territorio italiano. Al momento sono state eseguite perquisizioni nei distributori stradali e nei depositi e almeno trentuno persone sarebbero state iscritte nel registro degli indagati. A Milano, Napoli, Roma, Como, Piacenza, Treviso e in altre città sul territorio nazionale i carburanti venivano venduti a prezzi più bassi, grazie al fatto che al momento in cui i gestori li acquistavano non pagavano le imposte.

I numeri di questa maxi truffa fiscale sui prezzi dei carburanti sono davvero impressionanti:  coinvolte quattro organizzazioni criminali, oltre quattrocento milioni di litri di carburanti immessi illecitamente sul mercato per un valore complessivo di trecentosessanta milioni di euro. La Guardia di Finanza è riuscita a recuperare diciotto milioni di litri di benzina e gasolio, grazie ai quali sarà poi possibile salvare almeno ventitré milioni di euro di Iva che non è stata pagata all’Erario.

I trentuno indagati per la truffa devono rispondere, a vario titolo, di reati quali associazione per delinquere, sottrazione al pagamento dell’accisa, ricettazione, presentazione di dichiarazione infedele, ricettazione ed occultamento della documentazione contabile.

Oltre a tutti questi reati si aggiunge anche il fatto che la maxi truffa ha condotto ad un comportamento di concorrenza sleale sul mercato, consentendo a taluni di poter praticare prezzi nettamente più bassi rispetto agli altri gestori onesti.