Non si arrestano le polemiche tra Donald Trump e Hillary Clinton. Entra nel vivo, infatti, la competizione elettorale negli Usa che porterà all’elezione del prossimo Presidente degli Stati Uniti d’America, il successore del “rivoluzionario” Barack Obama. Chi sarà il prossimo Presidente americano a partecipare al G7 previsto a maggio a Taormina? Intanto Trump, nei suoi show, riserva frasi choc alla sua rivale, Hillary Clinton. “Il popolo del secondo emendamento potrebbe fermare Hillary” ha detto in un comizio a Wilmington, in North Carolina. Quando parla di “secondo emendamento”, il candidato alla Casa Bianca si riferisce ai possessori di armi da fuoco. Insomma, in altre parole coloro che sono armati possono fermare la sua diretta competitor.

Clinton: “Trump è pericoloso”

Immediata la replica di Hillary Clinton che, senza mezzi termini, lo ha definito “pericoloso”: “Una persona che sta cercando di diventare presidente non dovrebbe in alcun modo istigare alla violenza”. “Siamo a conoscenza del commento” è l’unica dichiarazione del “Secret service”, responsabile della sicurezza dei due candidati alla Casa Bianca. Secondo la staff di Clinton, invece, non ci sarebbe stata alcuna istigazione alla violenza: Trump avrebbe invitato a votare per lui i sostenitori del secondo emendamento della Costituzione americana.

In poche ore il secondo emendamento è diventato addirittura trending topic su Twitter con circa 60 mila post. Trump, poi, è stato criticato persino da 50 ex alti funzionari che, in una lettera al New York Times, lo hanno definito un “pericolo”: “Se eletto metterebbe a rischio la sicurezza nazionale. Dubbi su Clinton ma lui non è la risposta” hanno scritto senza peli sulla lingua.

Stando agli ultimi sondaggi diffusi, la Clinton potrebbe essere in vantaggio rispetto al rivale Donald Trump: avrebbe più consensi persino nell’Ohio dove avrebbe 5 punti in più sul magnate di New York. I numeri parlano chiaro: 43% contro il 38%. In Pennsylvania, tra l’altro, la Clinton avrebbe addirittura il 48% contro un risicato 37% di Trump. Insomma la partita è ancora aperta.