Le direttive volute da Barack Obama avevano segnato una svolta nella lotta contro ogni discriminazione sessuale. L’ex presidente degli Stati Uniti aveva infatti introdotto nelle scuole delle linee guida che permettavano agli studenti transgender di poter usare i bagni, ma anche gli spogliatoi, nelle scuole pubbliche in base alla propria identità di genere, e non necessariamente secondo il sesso di nascita. Ora però queste norme stanno per essere cancellate dall’amministrazione Trump.

Il neo presidente Usa Donald Trump, entrato in carica da appena poco più di un mese, ha intenzione di prendere un’altra decisione che sta già facendo molto discutere. Secondo quanto riporta il Washington Post, il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer ha annunciato che i dipartimenti dell’educazione e della giustizia americani hanno pronte delle nuove direttive sulla questione.

Spicer ha dichiarato che: “Non si tratta di qualcosa in cui dovrebbe essere coinvolto il governo federale, è una questione riguardante i diritti degli Stati”. Se i nuovi provvedimenti voluti da Trump dovessero entrare in vigore, non provocherebbero conseguenze immediate sugli studenti statunitensi, però potrebbero incidere su diversi casi legali attualmente pendenti, come quello di Gavin Grimm, uno studente transgender della Virginia che ha fatto causa alla sua scuola, visto che gli aveva impedito di poter usare il bagno dei maschi.

La comunità Lgbt è già sul piede di guerra nei confronti della decisione di Donald Trump e c’è chi teme che questa sia la sua prima mossa da parte del presidente, per andare poi a toccare eventualmente anche la legalizzazione delle nozze gay. Le associazioni per la difesa dei diritti civili accusano inoltre il presidente di non aver tenuto fede a quanto dichiarato nel corso della campagna elettorale, quando aveva affermato che non sarebbe intervenuto in questo campo.

Contraria alla scelta di Trump anche la ministra dell’istruzione Betsy DeVos, che ha dichiarato di non essere d’accordo con questa mossa anti-transgender. La ministra ha però dovuto cedere soprattutto di fronte alle insistenze del ministro degli interni Jeff Sessions.