Era il grande favorito della vigilia e invece a sorpresa è stato battuto. Inizia male il percorso che conduce alla presidenza degli Stati Uniti per Donald Trump. La strada che porterà al nome del candidato repubblicano è ancora lunga, ma al caucus Iowa il miliardario è stato battuto di ben 4 punti percentuali dall’outsider Ted Cruz, che ha ottenuto il 28% dei voti contro il 24% del rivale.

Sempre sul fronte repubblicano, oltre alla sorprendente disfatta di Trump, va sottolineato anche il buon risultato da parte di Marco Rubio, che in Iowa con il 23% dei voti si è aggiudicato il terzo posto ad appena un punto percentuale di distanza dal discusso concorrente.

Ancora peggio rispetto a Donald Trump sono andate le cose per Jeb Bush, che ha ottenuto un misero 2,8% di preferenze in questo primo stato che porterà alla scelta dei due candidati alla presidenza. Il fratello minore dell’ex presidente George W. Bush non è comunque pronto a darsi per vinto e ha dichiarato: “La vera corsa per la Casa Bianca comincia in New Hampshire il 9 febbraio”.

Dall’altra parte, sul fronte democratico è pareggio tra i due contendenti principali all’altro posto per la nomination presidenziale. Hillary Clinton e Bernie Sanders sono praticamente alla pari e, con il 99% dei voti scrutinati, il risultato è stato dichiarato “Too close to call”, ovvero sono troppo vicini per determinare con esattezza un vincitore.

La Clinton comunque è in leggero vantaggio: 49,9% contro il 49,6% di Sanders, ma per quest’ultimo, che partiva sfavorito, può considerarsi comunque un risultato molto incoraggiante e ha dichiarato soddisfatto: “È troppo tardi per la politica dell’establishment e l’economia dell’establishment”.

Grande soddisfazione anche da parte di Ted Cruz per questa prima vittoria su Donald Trump: “L’Iowa ha parlato. Ha mostrato che la nomination repubblicana non sarà decisa dai media, da Washington e dalle lobby, ma dal popolo” e ha ringraziato gli elettori dichiarando: “Noi siamo la nuova alba dell’America”.

Marco Rubio ha commentato invece il risultato, che l’ha portato ad essere molto vicino a Trump, utilizzando lo slogan di Barack Obama “Yes We Can” e lanciando già la sfida a Hillary Clinton e ai democratici: “La sconfiggeremo, così come sconfiggeremo Sanders. Non possiamo attendere un altro momento per riprenderci il Paese dopo sette anni di Obama”.