Donald Trump ha realizzato un nuovo trionfo in un altro martedì elettorale per le primarie delle elezioni presidenziali statunitensi. La sua nomination come candidato per il partito repubblicano è quindi sempre più vicina, dopo il suo successo a Washington.

Nello stato di Washington, Trump ha ottenuto una nuova vittoria netta, ottenendo circa il 76% delle preferenze. A questo punto è davvero a un passo dalla candidatura ufficiale tra i repubblicani, visto che, prima di Washington, aveva bisogno di 48 delegati e questa notte nella nuova tornata elettorale ne ha ottenuti 44. Ora quindi gliene mancano appena una manciata per raggiungere la fatidica quota di 1.237 delegati necessari per avere la nomination alla convention del partito repubblicano che si terrà a Cleveland il prossimo luglio.

A questo punto l’investitura ufficiale di Donald Trump potrebbe avvenire già il prossimo 7 giugno, quando si voterà in California, ma anche in New Mexico, South Dakota, Montana e New Jersey.

Non tutto è ora quel che luccica, però, e Donald Trump insieme a un altro successo elettorale deve incassare anche una nuova pesante protesta nei suoi confronti. Mentre Washington decretava il suo trionfo, il miliardario americano stava proseguendo la sua campagna elettorale ad Albuquerque, in New Mexico, dove si è visto fortemente contestato da una folla numerosa e parecchio agguerrita. La gente ha sventolato delle bandiere messicane, in protesta contro la sua annunciata intenzione di erigere un muro al confine tra Stati Uniti e Messico.

Non solo. La folla ha anche lanciato bottiglie e sassi verso i poliziotti e inoltre ha dato fuoco ad alcuni gadget della campagna elettorale di Donald Trump. Una vera e propria sommossa popolare, che è stata fermata dagli agenti intervenuti con l’uso dei lacrimogeni e portando in arresto alcuni manifestanti.

Sul fronte dei democratici, invece, Hillary Clinton ha ottenuto una vittoria che però non le ha portato alcun beneficio dal punto di vista dei delegati, che erano già stati assegnati ai caucus: l’ex First Lady resta comunque in netto vantaggio, con 2.305 delegati ottenuti finora, contro i 1.539 dello sfidante Bernie Sanders. Per avere la nomination dei democratici, la quota necessaria è quella di 2.383 delegati, cifra cui la Clinton è ormai parecchio vicina.