L’aveva promesso e l’ha fatto: Donald Trump ha ufficializzato l’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo sul clima di Parigi. Il motivo di questa decisione? Tale accordo non sarebbe economicamente vantaggioso per gli Stati Uniti. Nonostante la drastica decisione di Trump, che sta facendo discutere molto, il Presidente Usa si è detto pronto a rinegoziare tale accordo.

Gli Stati Uniti, da questo momento, non saranno dunque più vincolati agli impegni ambientali sottoscritti con l’Accordo. Ricordiamo che quest’ultimo è stato firmato a Parigi, il 12 dicembre 2015, da 194 Paesi di tutto il mondo. Secondo Trump, tale accordo è stato accolto con favore da molti altri Paesi proprio perché non vantaggioso per gli Stati Uniti e anzi, proprio perché per loro significava trarre interessi alle spalle degli Usa. Da qui la decisione assolutamente ferma di non volerne più far parte e al massimo di rinegoziarne i termini.

Quali sarebbero le nazioni, che secondo Trump, trarrebbero vantaggio economico alle spalle degli Stati Uniti grazie a questo accordo? Cina, India e parte dell’Europa, che sempre secondo Donald Trump, possono continuare a costruire impianti di carbone mentre tale prospettiva sarebbe negata agli Stati Uniti.

L’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi, ha ovviamente scatenato prima di tutto la reazione negativa dell’ex Presidente cui Trump è succeduto, Barack Obama. Obama ha commentato così la notizia: “Anche se questa amministrazione rifiuta il futuro, sono fiducioso che i nostri Stati, le nostre città e le nostre aziende si faranno avanti per indicare la strada e proteggere per le future generazioni il solo pianeta che abbiamo“. La decisione di Trump è alquanto controversa e gli Stati Uniti si stanno spaccando letteralmente in due parti: da una parte coloro che appoggiano la posizione dell’attuale Presidente; dall’altra coloro che invece pensano si tratti di un gravissimo errore.