Alexis Tsipras, in una recente intervista, fa il punto delle trattative tra creditori e Grecia per evitare la bancarotta della nazione. Secondo il primo ministro greco nel vertice tra lui, Angela Merkel e François Hollande, previsto per domani “la discussione entrerà nel merito dei progressi raggiunti. Definiremo dei tempi chiari per l’accordo“. Secondo il premier ellenico la Grecia ha presentato un testo completo per le trattative tecniche al Bruxelles Group, e ora intende portare “delle proposte alternative lì dove vi sono delle richieste illogiche e non accettabili“. E qui arriva la prima stoccata perché secondo il politico greco, la trattativa avrà un senso solo se “vi sarà la volontà di trovare soluzioni serie sulla sostenibilità del debito” – ovvero un taglio del debito.

Sulle misure proposte, Tsipras spiega che è necessario “l’elemento della redistribuzione e della giustizia sociale“. E qui torna a battere sulla necessità di “fornire una prospettiva sostenibile a medio termine per quel che riguarda la restituzione del debito, così da riportare la Grecia nuovamente sui mercati più velocemente di quanto possiate immaginare“.

Il problema secondo Tsipras è “riconoscere che l’austerità è fallita. Non è una decisione facile, dobbiamo pensare però al costo economico di una crisi perpetua o, peggio ancora, al costo storico di un fallimento“. E ancora “dopo 5 anni di austerità è inconcepibile che ci venga richiesto di abolire le pensioni più basse e i sussidi che riguardano i cittadini più poveri. O di aumentare del 10% il costo dell’energia elettrica per le famiglie, in un Paese nel quale migliaia di persone non hanno accesso all’elettricità. Di abolire il sussidio per il riscaldamento mentre si muore dal freddo. Sono delle proposte che non possiamo accettare“.

Il fallimento dell’austerity per Tsipras è evidente: la disoccupazione è passata “dal 12 al 27% in tre anni“, il Pil è “sceso del 25%”, e poi c’è “l’enorme peso fiscale sulle classi medie e su quelle più povere, la crisi umanitaria e i senza tetto“. “Nessuno ha sofferto quanto la Grecia“. L’intervista è anche un’occasione per fare un po’ di paura agli italiani: “Se la leadership politica europea non può gestire un problema come quello della Grecia che rappresenta il 2% della sua economia, quale sarà la reazione del mercati per Paesi che affrontano problemi molto più grandi, come la Spagna o l’Italia che ha un debito pubblico di 2 mila miliardi? Se la Grecia fallisce i mercati andranno subito a cercare il prossimo“.

Tsipras infine da i suoi numeri delle pensioni greche: “la Grecia in 5 anni ha ridotto le pensioni fino al 44%, ridotto gli stipendi nel settore privato fino al 32%, distrutto il suo mercato del lavoro, demolito lo Stato sociale, salassato fiscalmente dipendenti e classe media, raggiunto 1 milione e mezzo di disoccupati su una popolazione attiva di 6 milioni“. La palla ora passa di nuovo nel campo dei creditori.