L’incontro tra il premier greco Alexis Tsipras ed il primo ministro italiano Matteo Renzi ha mostrato che i due hanno punti di vista simili, visto che entrambi utilizzano parole chiave come “futuro“, “speranza” e “crescita“. Termini che contrappongono ad altre parole come “paura” ed “austerità“. Ma Matteo Renzi ci tiene anche a marcare le differenze. Il primo ministro italiano è pronto a fare da pontiere e a “dare una mano“. D’altra parte però aiutare non vuol dire “dare sempre ragione“, e quindi Bruxelles deve mandare “un segnale di apertura e di intelligenza per un diverso approccio“, ma comunque le riforme “vanno fatte“, così come le regole “vanno rispettate“.

Tsipras incassa e rilancia l’aperture del suo omologo italiano, cercando di rassicurare l’Unione europea affermando che non c’è bisogno di altre spaccature, oltre a quelle già create dalla “rovinosa politica di austerità“. Atene vuole solo proporre “idee diverse per dare modo alla Grecia di rispettare gli obblighi assunti senza creare nuovo deficit“. Su questo punto il premier greco ha anche inviato una mail a Bloomberg News: “Il mio obbligo di rispettare il chiaro mandato del popolo greco per mettere fine alle politiche di austerità e per tornare a un’agenda di crescita non implica in alcun modo che non rispetteremo i nostri obblighi verso i crediti della BCE e del FMI. Al contrario. Significa che abbiamo bisogno di tempo per respirare e creare il nostro programma di ripresa a medio termine, che tra le altre cose includerà l’obiettivo dell’avanzo primario di bilancio e riforme radicali per affrontare le questioni dell’evasione fiscale, della corruzione e delle politiche clientelari“.

Queste parole sono state interpretate come un segnale che Tsipras vorrebbe pagare i crediti Bce e Fmi ma non quelli verso i partner europei. In realtà la questione sembra più complessa. Il piano di Atene è stato in parte svelato dal ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, in un’intervista al Financial Times. Il governi greco sta pensando ad un doppio swap tra i vecchi titoli di Stato e nuovi bond. Per i crediti in mano agli stati dell’Unione Europea ci sarebbe un titolo indicizzato alla crescita economica nominale della Grecia, mentre a Bce e Fmi toccherebbe un “obbligazione perpetua“, ovvero senza restituzione a scadenza del capitale.

La proposta rappresenta un ammorbidimento della linea di Syriza che in campagna elettorale affermava la necessità di un taglio secco di una percentuale tra il 50 ed il 70% del suo debito pubblico.

photo credit: Tsipras in Turin #1 via photopin (license)