Che lo tsunami giapponese avrebbe comportato danni che si sarebbero visti col tempo, già lo si sapeva e la conferma è arrivata in questi giorni.

Secondo alcuni ricercatori dell’Oregon, Stato verso il quale sono diretti molti detriti provenienti dal Giappone, alcune specie animali sarebbero in grado di riprodursi così velocemente da finire per sostituire quelle attualmente presenti.

Questo finirebbe per modificare l’equilibrio attuale determinando evidenti cambiamenti tra le flora e la fauna marina.

Questi animali e vegetazioni sono state ritrovate su un molo galleggiante proveniente proprio dalle zone colpite dallo tsunami e sarebbe inspiegabile la loro resistenza.

“il molo galleggiante aveva ‘a bordo’ dozzine di specie abbiamo trovato piccoli granchi, ostriche ed altri molluschi, un assortimento di vermi, una stella marina e diversi tipi di alghe. È sorprendente che così tante specie abbiano resistito al viaggio, visto che le condizioni in alto mare sono molto diverse da quelle a cui sono abituati. Certo, gli invertebrati possono stare mesi senza cibo, e le alghe non avevano i principali predatori, ma è comunque un mistero”, queste la parole di John Chapman, un addetto ai lavori.

Gli esperti stanno dunque cercando di recuperare più oggetti galleggianti possibili, ma, considerando che la situazione non è facilmente gestibile, bisognerà fare il più possibile attenzione.