Dopo i Panama papers e Wikileaks si parla ancora di documenti segreti pubblicati integralmente, ma questa volta l’argomento del contendere è il Ttip – il Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti – e il soggetto che produce le rivelazioni altri non è che la sezione olandese di Greenpeace.

I documenti messi a disposizione del pubblico sono datati marzo 2015 e quindi non comprendono gli ultimi aggiornamenti risalenti al più recente meeting di New York tra Unione Europea e Stati Uniti della settimana a scorsa. A fare scalpore è la posizione oltranzista degli USA durante i negoziati, che fino a questo momento era stata protetta e tenuta strettamente confidenziale, mentre le linee della UE sono state rese note in maniera quasi integrale.

Greenpeace sostiene infatti che gli sforzi maggiori degli Stati Uniti nei tentativi di accordo siano rivolti a far cedere l’Unione Europea in merito alle norme sulla salute e la protezione dell’ambiente, nonché sulla possibilità che le industrie e le multinazionali possano accedere alle fasi di delineamento delle leggi e le normative attinenti questi campi.

Tra gli argomenti maggiormente scottanti ci sono le precauzioni nei confronti di pesticidi, sostanze chimiche, organismi geneticamente modificati (OGM) e via dicendo. Inconciliabili infatti i due modelli di Usa e Europa: i primi preferiscono gestire il rischio di una sostanza immessa sul mercato, mentre il Vecchio Continente sostiene la necessità di controlli preliminari e la sostituzione della sostanza.

È la tesi sostenuta dal direttore dell’Ufficio europeo di Greenpeace Jorgo Riss, il quale sottolinea che “il principio di precauzione è iscritto nei Trattati Ue, ma sorprendentemente, non viene citato neanche una volta in queste 248 pagine. Non viene mai menzionata neanche la clausola delle ‘Eccezioni generali’ che consente agli Stati di decidere restrizioni al commercio ‘per proteggere la vita o la salute umana, degli animali e delle piante’, e per ‘la conservazione delle risorse naturali esauribili‘”.