L’aereo con le salme dei quattro turisti italiani morti nell’attacco terroristico al Museo del Bardo di Tunisi è atterrato alle 11.10 di questa mattina all’aeroporto militare di Ciampino. Ad accogliere il Boeing 767 dell’Aeronautica militare c’erano il premier Matteo Renzi e il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Il presidente del Consiglio ha incontrato familiari delle vittime in una saletta dell’aeroporto dove ha abbracciato uno ad uno tutti i parenti dei quattro italiani rimasti uccisi durante l’attentato. Ecco le parole di Renzi su Twitter.

Nella Capitale verranno effettuati i primi accertamenti e le formalità di rito da parte dell’autorità giudiziaria. I corpi di Antonella Sesino, Orazio Conte e Francesco Caldara saranno sottoposti all’autopsia per disposizione della magistratura romana che ha aperto un’inchiesta sulla strage di Tunisi. Per le due vittime torinesi, le cui esequie si celebreranno lunedì, è stata allestita una camera ardente a Palazzo Civico. L’aereo ripartirà in serata per Torino, città da cui provenivano le quattro vittime: Francesco Caldara, Giuseppina Biella, Antonella Sesino e Orazio Conte. Gli undici italiani feriti, invece, rientreranno in Italia martedì. Tra loro ci sarà anche la compagna di una delle vittime, Francesco Caldara, ricoverata all’ospedale di Tunisi. Le salme delle quattro vittime, sono state allineate davanti alla palazzina di rappresentanza dell’Aeronautica Militare dove i carabinieri hanno svolto il servizio d’onore. Grande momento di dolore per i famigliari durante l’estrema unzione che il parroco ha impartito ad ognuno dei 4 feretri.

Proseguono intanto le indagini per individuare i complici dei terroristi del massacro al Museo del Bardo di Tunisi e si fanno sempre più concreti i timori per un possibile attacco dell’Isis in Italia. Il Viminale ha infatti lanciato l’allarme secondo il quale l’attentato di Tunisi potrebbe scatenare gesti emulativi anche nel nostro Paese. Questo è quanto scritto in una circolare del Dipartimento di Pubblica Sicurezza nella quale si invitano gli organismi di sicurezza a “sensibilizzare ulteriormente” le misure di vigilanza a sedi diplomatiche tunisine e ai siti sensibili.