Nella giornata di ieri si è svolta una grande marcia a Tunisi contro il terrorismo, che ha coinvolto non solo decine di migliaia di dimostranti ma anche svariati capi di stato e ministri provenienti da tutto il mondo.

Erano presenti Matteo Renzi, il Presidente della Polonia Bronislaw Komorowski il ministro dell’Interno tedesco Thomas de Maizere, il Presidente francese Francois Hollande, il leader palestinese Abu Mazen, il primo ministro algerino Abdelmalek Sellal, e poi altri ancora da Spagna, Egitto. Tutti definiti amici dal presidente della Repubblica tuninisa Beji Caid Essebsi.

Molti gli slogan che hanno scandito la grande marcia di Tunisi, che ha preso il via dalla porta di Bab Saadum, vicino alla Medina della città, per dirigersi verso il Parlamento e poi verso il museo del Bardo, nel quale lo scorso 20 marzo si sono asserragliati I terroristi che hanno provocato la morte di 22 persone.

Tunisia libera, fuori il terrorismo” è stato il messaggio che hanno voluto lanciare i manifestanti, che secondo il conteggio ufficiale dovrebbero essere stati circa 12mila.

Sono poi risuonati altri motti come “Le monde est Bardo” e quindi “Par notre unité nous vaincrons le terrorisme” (“Grazie alla nostra unità sconfiggeremo il terrorismo”), e sono stati mostrati cartelli sui quali sono state vergate le ormai celebri parole “Je suis” seguite da uno dei nomi delle vittime dell’attentato, nel quale sono rimasti coinvolti anche quattro italiani, Orazio Conte, Giuseppina Biella, Francesco Caldara e Antonella Sesino.

A poche ore dall’avvio del corteo di Tunisi è arrivata una notizia importante per la causa che ha riunito in modo così compatto, e inedito, un paese arabo contro la jihad: la morte di Khaled Chaib, leader del principale gruppo terroristico della Tunisia, Okba Ibn Nafaa, affiliato ad al Qaeda nel Maghreb islamico, avvenuta durante un raid nella regione di Gafsa che ha portato all’uccisione di 9 sospettati.

Presente a Tunisi anche Laura Boldrini, presidente della Camera, che ha dichiarato: “Quella contro il terrorismo è una battaglia senza frontiere, nella quale bisogna sempre avere riguardo per la libertà. È necessario offrire un’alternativa ai giovani che scelgono la jihad, una vera e propria piaga sociale”.

Dal canto suo Renzi ha affermato che “L’Italia è insieme alla Tunisia nella battaglia difficile per la democrazia”, lodando gli sforzi di un Paese “che sta tentando con grande determinazione di restituire la speranza al proprio popolo“.