Dopo la strage avvenuta sulla spiaggia di due hotel di Sousse, in cui sarebbero morte almeno 39 persone (tra cui molti turisti) e un numero simile sarebbe rimasto ferito, la Tunisia corre ai ripari e inizia a diramare i primi provvedimenti per innalzare le misure di sicurezza nel Paese. L’attacco avvenuto nei due resort è stato nel frattempo rivendicato dall’Isis e sarebbe stata diffusa anche una fotografia del presunto attentatore: l’uomo si chiamerebbe Seifeddine Rezgui e utilizzerebbe il nome di battaglia Abu Yahya al-Kairouani.

Tunisia: il presunto attentatore

Il presunto attentatore, che avrebbe 23 anni, sarebbe stato già noto alle autorità della Tunisia: si tratterebbe di uno studente che frequenta un Master in ingegneria informatica e che farebbe parte del gruppo universitario della Gioventù Islamica. Il ragazzo, che aveva comunque la fedina penale pulita, era già stato segnalato in alcune moschee salafite gestite dall’Isis e sembra comunque che non abbia mai partecipato agli addestramenti nei campi presenti in Libia.

Tunisia: i provvedimenti del governo

Mentre i turisti stranieri stanno abbandonando repentinamente il Paese, il governo tunisino ha fatto sapere che saranno chiuse circa ottanta moschee presente sul territorio. Si tratta di moschee che si trovano ad operare al di fuori del controllo dello Stato e che hanno subito accuse di incitamento alla violenza. La chiusura sarà completata nel giro di una settimana, così come assicurato dal Premier della Tunisia, Habib Essid.

La Tunisia viene dunque messa nuovamente alla prova, dopo l’attentato al Museo del Bardo avvenuto non molto tempo fa. I tour operator stanno cancellato tutti i viaggi in programma nel Paese e si sta procedendo anche con l’evacuazione dei turisti già presenti in loco.