È una situazione davvero difficile quella che sta vivendo nelle ultime ore la Turchia dopo il fallimento del golpe di venerdì scorso.

Una volta che le forze militari fedeli al presidente Erdogan sono riuscite a scongiurare la minaccia di un colpo di stato il capo di Stato non ha perso tempo e ha esatto la propria vendetta: in tutto sono 10600 le persone che sono state arrestate in relazione al gesto sovversivo, con circa 4500 persone che si sono viste convalidato l’arresto, mentre i passaporti annullati risultano essere quasi 11mila.

A confermare questi dati il ministro dell’Interno Efkan Ala, dunque si tratta di cifre ufficiali, che vanno ad accompagnarsi alle nuove misure entrate in vigore con l’approvazione dello stato di emergenza (che a quanto pare potrebbe essere prolungato oltre i tre mesi previsti).

Il ministro della Giustizia Bekir Bozdag ha infatti confermato che è stata infatti allungata a 7 – 8 giorni la durata massima del fermo deciso dalla polizia in assenza di una convalida del giudice (a margine si nota che la magistratura è stato uno degli ambiti più colpiti dal repulisti di Erdogan). I provvedimenti sono stati giustificati come strumenti utili a evitare “tentativi isolati di assassinio” o atti terroristici.

A fare scalpore sono peròi le accuse sinora non circostanziate dell’entourage del presidente. Il vicepremier Numan Kurtulmus ha infatti dichiarato che “questo non è stato solo un colpo di stato. Volevano portare in Turchia un’occupazione straniera”, ricalcando quanto detto nei giorni scorsi da Erdogan che aveva paventato l’ombra di una potenzia straniera dietro il tentato golpe.

Il processo alle centinaia sospetti arrestati si terrà a Sincan, a circa 40 km da Ankara, una location scelta per riuscire a portare nello stesso luogo tante persone, accompagnate da legali, parenti e osservatori. Il ministro Bodzah ha voluto fugare il sospetto più o meno fondato di una caccia alle streghe, con tanto di condanne a innocenti, sostentendo che si farà di tutto per arriverà alla verità.

La situazione complessiva nel frattempo ha creato un’importante frattura tra la UE la Turchia, che in questo momento vede molto lontana la possibilità di un’eventuale riapertura dei negoziati per entrare ufficialmente in Europa.

Lo conferma un portavoce del governo tedesco, che ha richiamato l’importanza dello stato di diritto tra le caratteristiche fondamentali da rispettare: “Nascono domande preoccupanti quando si vedono accusati con evidenti tracce di punizioni fisiche o persone umiliate di fronte alle telecamere”. Non è però stato toccato in alcun modo l’argomento dell’accordo che lega UE e Turchia in merito alla gestione dei migranti, in quanto è stato reputato che non vi siano connessione tra le due situazioni.