Recep Tayyip Erdogan ha vinto la sfida. I seggi in Turchia si sono chiusi alle 17.00 – le 15.00 italiane – ed il partito del presidente, l’Akp, con il 99% dei seggi scrutinati, ha raccolto il 49,46% dei voti, conquistando 316 seggi su 550. Dopo la parziale debacle delle elezioni dello scorso 7 giugno, il partito di Erdogan riconquista la maggioranza assoluta che deteneva dal 2002. Il candidato premier per l’Akp, Ahmet Davutoglu, ha così commentato i risultati: “Grazie a Dio, oggi è il giorno della vittoria della nostra nazione“.

Il partito di sinistra filo-curdo, l’Hdp, ha perso parte dei suoi consensi ma è riuscito comunque a superare lo sbarramento del dieci per cento: conquista 59 seggi che corrispondono al 10,4% dei voti. Il principale partito di opposizione continua ad essere il Chp. I repubblicani kemalisti hanno conqiustato il 25,27% dei voti e 133 seggi, mentre i nazionalisti dell’Mhp di Devlet Bahceli conquistano l’11,97% dei suffragi.

L’Akp ha la maggioranza assoluta in parlamento, ma i numeri di cui dispone non le permettono modifiche della Costituzione perché ci vuole una maggioranza qualificata pari ai 2/3 dell’Assemblea. Erdogan potrebbe essere tentato da cercare un’alleanza per arrivare almeno a quota 330 parlamentari. In questo modo la riforma in senso presidenzialista che vorrebbe imporre potrebbe passare grazie ad un referendum popolare.

C’è da registrare che in queste elezioni sono andati al voto l’87,2% degli aventi diritti. Nelle ultime elezioni – quelle del 7 giugno – la partecipazione si era fermata all’83,9%. Ci sono state operazioni intimidatorie da parte dell’esercito nelle zone a maggioranza curda. Il deputato di Sel Erasmo Palazzotto – è presente in zona – ha raccontato che lui insieme ad altri osservatori hanno visto dei militari entrare in alcuni seggi.