Cinque persone sarebbero morte e altre 39 ferite in un terribile attentato in Turchia presso la città di Cinar nella provincia di Diyarbakir, nella parte sud-est del Paese.

Due persone sono rimaste uccise inizialmente a causa dell’esplosione di un’autobomba che ha colpito una stazione di polizia; le altre tre invece sarebbero vittime del crollo del palazzo adiacente, provocato proprio dalla potenza dell’esplosivo (secondo le stime della sicurezza turca potrebbero essere stata usata una tonnellata e mezzo di esplosivo).

L’attacco, avvenuto intorno alle 23.30 locali, è stato attribuito ai militanti curdi del Pkk, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, e in effetti in seguito all’innesco dell’autobomba pare ci sia stata una fitta sparatoria con razzi e armi da fuoco a lunga gittata. Nessun gruppo ha però al momento rivendicato l’attacco.

Secondo alcune fonti locali anche la stazione di polizia di Midyat, nella vicina provincia del Mardin, sarebbe stata attaccata da militanti del Pkk, ma non ci sono al momento notizie riguardo a eventuali vittime o danni.

La provincia del Diyarbakir è stata recentemente teatro di accesi scontri tra i separatisti del Pkk e l’esercito della Turchia: l’anno scorso numerose altre aree nel sud-est del Paese sono state sottoposte a coprifuoco come misura di sicurezza.

Di recente un cessate il fuoco tra i ribelli e l’esercito era stata interrotto a luglio, e i caccia turchi hanno da allora ripreso a bombardare le basi del Pkk nel nord dell’Iraq, con tanto di operazioni da terra: per quanto faccia parte della coalizione guidata dagli USA contro l’Isis, la Turchia è stata accusata più volte di colpire esclusivamente bersagli attribuibili al Pkk.

Il primo ministro Ahmet Davutoglu ha condannato l’episodio di ieri notte, ribadendo la volontà di lottare contro il terrorismo; l’attacco a Cinar segue il terribile attentato suicida di martedì a Istanbul nel quale sono morti 10 turisti.