Sono almeno due gli ufficiali di polizia morti nel nuovo attentato che ha sconvolto la Turchia, a meno di 24 ore di quello avvenuto ieri a Istanbul.

A Midyat, una cittadina del sud-est del Paese a pochi km dal confine con la Siria, è infatti stata fatta deflagrare un’autobomba scagliata contro la locale stazione di polizia.

Più di 20 persone, inclusi civili, sono rimasti feriti nell’attacco avvenuto nel centro che fa parte della provincia di Mardin, tra le regioni a maggioranza curda della Turchia.

L’esplosione ha avuto una forza tale da distruggere completamente la facciata di un edificio di cinque piani e di danneggiare gli altri palazzi circostanti, lasciando una fitta scia di fumo nero ad aleggiare sull’area. Sul luogo sono immediatamente arrivate numerose ambulanze a prestare i primi soccorsi.

Subito dopo l’attentato sono iniziati i combattimenti tra le forze di sicurezza e i miliziani del PKK, almeno stando alle fonti governative. L’esplosione infatti non è stata ancora rivendicata, ma anche l’azione terroristica avvenuta ieri a Istanbul era stata attribuita ai membri del Partito dei Lavoratori Kurdistan.

La guerra civile che va avanti con l'obiettivo di raggiungere l'autonomia del Kurdistan dura ormai da più di tre decadi, e circa un anno fa è crollato miseramente il cessate il fuoco in vigore da qualche tempo, portando a una spirale di violenza apparentemente senza fine.

Secondo il governo del presidente Erdogan il PKK, che viene considerato un'organizzazione terroristica dalla Turchia, gli Stati Uniti e l'Unione Europea, ha legami ideologici molto stretti con le milizie curde che combattono nella guerra che si sta svolgendo in Siria.