La Turchia ha comunicato ufficialmente che in seguito al tentativo fallito di golpe del 15 luglio scorso, la Convenzione europea dei diritti umani sarà temporaneamente sospesa. Una notizia, ha spiegato il vice premier turco Numan Kurtulmus, che non avrebbe nulla di diverso da quanto sarebbe accaduto in Francia in seguito alla serie di attentati che l’hanno colpita.

Per Kurtulmus, la decisione della Turchia non rappresenterebbe dunque nulla di eccezionale. Il vice ministro avrebbe affermato di fronte ai giornalisti: “Anche la Francia ha proclamato lo stato d’emergenza. E anche loro hanno sospeso la Convenzione sulla base del suo articolo 15. La proclamazione di uno stato di emergenza non è contro la Convenzione“. Il citato articolo 15 presenterebbe una serie di deroghe da attuare in caso di guerra oppure in caso di gravi emergenze. Ed evidentemente la situazione in Turchia viene collocata proprio in questi casi.

Il vice ministro ha però voluto chiarire che non saranno lesi in alcun modo i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini turchi. “Rivedremo la struttura organizzativa dell’intelligence e le relazioni tra civili e militari. Ci sono debolezze sia a livello individuale che organizzativo, debolezze nella struttura dello Stato“, avrebbe specificato. La sospensione temporanea della Convenzione europea dei diritti umani si inserirebbe all’interno del piano che dovrebbe portare la Turchia alla normalità in massimo di quarantacinque giorni. Solo quando questo accadrà, ha chiarito Kurtulmus, lo stato di emergenza potrà essere terminato.