E’ stata una notte difficile, una notte di paura per la Turchia dove all’improvviso sono stati uditi colpi d’arma da fuoco nei pressi di Ankara e del palazzo presidenziale. Nessun attacco terroristico, si è trattato di un colpo di stato organizzato dall’esercito turco, un golpe contro Erdogan. Quest’ultimo, dopo essersi collegato via FaceTime con la Cnn turca, ha tentato la fuga verso la Germania, poi verso Londra e infine in Qatar. Si ipotizzava addirittura un arrivo all’aeroporto italiano di Ciampino. Ma i tedeschi avrebbero respinto la sua richiesta di asilo. Intanto la tv di stato turca era stata oscurata, così come tutti i social network, da Facebook a Twitter. L’aeroporto di Ataturk, invece, era stato presidiato dall’esercito golpista e tutti i voli in partenza cancellati. Una situazione terribile.

Il presidente è rientrato ad Istanbul

Il presidente Erdogan, stando alle ultime indiscrezioni, dopo aver tentato la fuga, sarebbe rientrato ad Istanbul. Il colpo di stato dell’esercito turco – che avrebbe aperto il fuoco anche contro la polizia, fedele al governo – è fallito. Un’insurrezione organizzata dai colonnelli dell’esercito e non dai generali; un’insurrezione che non ha visto la partecipazione della Marina. Una situazione seguita passo dopo passo da America, Russia e Germania: Barack Obama ha fatto sapere che deve essere sostenuto “il governo democraticamente eletto” scongiurando “violenze e bagni di sangue” mentre la Cancelliera tedesca Angela Merkel ha auspicato che “l’ordine democratico deve essere rispettato”.

“Il tentativo di golpe è fallito” è l’annuncio fatto in nottata dal ministro dell’Interno turco Efkan Ala. Un generale golpista sarebbe stato ucciso e circa 330 ufficiali dell’esercito turco – che avrebbero tentato il colpo di stato contro Erdogan – sarebbero stati arrestati. Almeno 60 le vittime nello scontro a fuoco ad Ankara: per tutta la notte sono proseguiti gli spari soprattutto nei pressi del palazzo presidenziale dove si è registrato l’ennesimo bombardamento aereo intorno alle 5.30 del mattino. Si sono arresi, invece, i militari che avevano bloccato i due ponti sul Bosforo chiudendoli al traffico.

Tentativo di golpe fallito

Sarebbero 17 i poliziotti uccisi nella sede centrale delle forze speciali di Ankara, in Turchia. Durissimi gli scontri tra polizia ed esercito golpista mentre il premier turco annunciava una no-fly zone su Ankara precisando che tutti i velivoli che la violeranno verranno immediatamente abbattuti. Il generale Hulusi Akar, capo di stato maggiore vicino al Presidente sarebbe stato preso in ostaggio dai golpisti.

Il regista del tentativo di colpo di Stato in Turchia sarebbe stato l’ufficiale Muharrem Kose, secondo quanto riporta l’agenzia Anadolu. Kose era stato rimosso nel marzo scorso dallo staff dello Stato maggiore turco.