Un incidente sul lavoro può accadere e accade in molti paesi“. Al termine della conferenza stampa in cui ha pronunciato queste parole, il premier Recep Tayyip Erdogan ha dovuto rifugiarsi temporaneamente in un supermercato, poiché la folla inferocita lo aveva investito di furiose proteste, prendendo a calci e pugni l’auto in cui stava lasciando la zona. E’ accaduto a Soma, città della Turchia dove si trova la miniera nella quale un’esplosione ha provocato un bilancio di 274 morti, per il momento. Ancora 120 minatori sono intrappolati, circa 80 sono feriti (foto by InfoPhoto).

Se l’obiettivo di Erdogan era calmare le acque, lo ha fallito in pieno. Il principale sindacato turco, Kesk, ha proclamato uno sciopero per il 15 maggio. Si punta il dito sulle politiche di privatizzazione che avrebbero causato, conseguentemente alla riduzione dei costi, un ulteriore abbassamento nella sicurezza sul lavoro. Vengono anche evidenziati i legami tra le imprese minerarie e il partito di Erdogan. Le contestazioni sono arrivate sulle piazze, dove si sono registrati scontri ad Ankara e a Istanbul.