Lunedì 20 luglio un’esplosione nel giardino del centro culturale Amara della città di Suruc, in Turchia, ha provocato almeno 30 morti tra gli attivisti presenti.

L’attentato, che ha avuto come protagonista una ragazza kamikaze (alcune fonti la descrivono come diciottenne) forse facente parte dell’Isis, ha colpito gli esponenti della Federazione delle associazioni dei giovani socialisti turchi, che in quell’istante si trovavano nella città di Suruc, sita al confine con la Siria, per organizzare una spedizione nella città curda di Kobane, distante circa 30 km.

Obiettivo del viaggio in programma sarebbe stata la ricostruzione della roccaforte curda contro l’avanzata dell’Isis: i giovani attivisti avrebbero costruito una biblioteca, si sarebbero occupati di piantare un piccolo bosco e avrebbero dato una mano a costruire un campo giochi per i più piccoli. Tutti sogni infranti pochi minuti prima di mezzogiorno di ieri, quando l’esplosione improvvisa ha sconvolto il raduno, mentre i ragazzi sventolavano striscioni recanti messaggi di solidarietà. Al momento le autorità parlano di circa 30 morti e altri 100 feriti, di cui alcune decine in gravi condizioni.

Il Primo Ministro turco, Ahmet Davutoglu, ha affermato che le prime indagine suggeriscono che l’attacco bomba possa essere opera dell’Isis, promettendo che le misure di sicurezza ai confini con la Siria saranno incrementate. L’ipotesi jihadista sembra essere rafforzata da un quasi contemporaneo attacco suicida avvenuto a un checkpoint di Kobane: non è improbabile dunque che le due azioni possano essere state coordinate.

Da quanto si apprende nella città di Suruc a maggioranza curda da tempo aleggiava il sospetto di essere tra i potenziali obiettivi delle organizzazioni terroristiche jihadiste, visto il supporto mostrato a Kobane durante gli scontri con i combattenti dello Stato Islamico.

A Istanbul una manifestazione spontanea in solidarietà delle 30 vittime è stata sedata dalla polizia a colpi di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua. Dagli Stati Uniti è invece arrivata la ferma condanna al terrorismo e le condoglianze alle famiglie delle vittime dell’attentato, oltre alla conferma del supporto alla Turchia nella lotta contro il terrorismo.