Continua l’ondata di attentati terroristici in Turchia, ma questa volta la firma dietro l’ennesimo massacro potrebbe essere quella dell’Isis. Nella città di Gaziantep, poco distante dal confine siriano, la notte di ieri è stata devastata da un’esplosione verificatasi durante una festa che seguiva un matrimonio curdo.

Nella deflagrazione sono morte almeno 50 persone, tra cui numerosi bambini, e altre 94 sono rimaste ferite. Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha riferito che il probabile responsabile dell’attacco è un kamikaze facente parte delle milizie dello Stato Islamico.

Nella città di Gaziantep è in effetti stata riscontrata la presenza di alcune cellule dell’Isis, e dopo i recenti sviluppi in Siria un attacco del genere dell’organizzazione terroristica come vendetta nei confronti delle forze siriane curde era in qualche modo atteso.

Al momento manca ancora una rivendicazione ufficiale dell’attentato, ma Erdogan ha già fatto sapere che non esisterebbe alcuna differenza tra Fetullah Gulen, predicatore in esilio ritenuto mente del fallito colpo di stato, il Pkk e l’Isis. Un messaggio controverso, se si pensa che la maggior parte delle vittime dell’attentato era di etnia curda.

I jihadisti di recente hanno perso terreno nella parte nord della Siria, e sono di ieri le immagini della fuga dei miliziani dell’Isis dalla loro roccaforte di Manbij; i ribelli siriani nel contempo sono pronti a penetrare ancora di più nella provincia di Jarablus attualmente controllata dallo Stato Islamico.

Di recente la Turchia aveva promesso di voler assumere un ruolo più attivo nella guerra in Siria, Paese che secondo il primo ministro Binali Yildirim nel suo futuro non dovrebbe includere né Bashar-al Assad, né l’Isis e né il Pkk.