Si intensifica il repulisti in Turchia dopo il tentato golpe del 15 luglio. Questa volta a cadere vittima della furia del presidente Erdogan è l’ex calciatore Hakan Sukur, verso il quale è stato spiccato un mandato d’arresto con l’accusa di “essere un membro di un gruppo terroristico armato”.

Il riferimento è a Himzet, il movimento fondato dal predicatore Fethullah Gulen, ex alleato politico di Erdoan, e ora in esilio volontario in Pennsylvania, per quanto il leader turco sia cercando di spingere gli Stati Uniti a concedere l’estradizione.

Sukur però non si troverebbe in Turchia in questi giorni, avendo lasciato il Paese l’anno scorso proprio per gli USA. A febbraio l’atleta era stato accusato di avere insultato Erdogan su Twitter, arrivando a rischiare quattro anni di carcere secondo la nuova normativa.

Sukur aveva respinto le accuse, affermando che le sue dichiarazioni non erano indirizzate al leader, ma l’incidente aveva lasciato strascichi giudiziari, con il processo che aveva preso avvio lo scorso 16 giugno.

Dopo la sua lunga carriera ventennale, durata dal 1987 al 2007, durante la quale ha segnato 51 goal in nazionale per 112 partite giocate, Sukur è entrato in politica e nel 2011 è stato eletto nel parlamento turco nel partito di Erdogan, l’AKP.

Tuttavia l’ex calciatore si è dimesso nel 2013 in seguito allo scandalo per corruzione che colpì il presidente e il suo circolo, avvicinandosi al movimento fondato da Gulen, ora considerato l’orchestratore del colpo di stato fallito.