La Turchia di Erdogan – dopo il fallito golpe – passa all’attacco e insulta la Svezia con accuse infamanti. Diversi gli articoli apparsi sui giornali e i poster, anche all’interno degli aeroporti turchi, tutti rivolti alle donne con accuse pesanti a Stoccolma: questa, dunque, sembra essere la risposta – o meglio la ripicca – di Ankara all’allarme lanciato dalla Ministra Margot Wallstroem sulla sentenza della Consulta turca che potrebbe dare il via libera ai matrimoni combinati e persino alle spose bambine (reati che, secondo gli attivisti locali, stando così le cose, rimarrebbero impuniti). Una sentenza che ha scosso l’opinione pubblica – abolendo la punibilità penale in caso di atti sessuali con minori di 15 anni – e che ha spinto la Turchia a passare dalle parole ai fatti, accusando la Svezia di essere “il paese degli stupri”.

La ripicca della Turchia

“Non andate in Svezia, è il paese degli stupri, il paese con il più alto tasso di stupri al mondo” si legge in un cartello all’aeroporto internazionale di Istanbul, in Turchia. L’obiettivo è quello di infangare la Svezia, conosciuto come uno dei paesi più civili al mondo che ha sempre concesso diritti e poteri alle donne: un paese modello che Ankara vuole provare a “distruggere”. A rincarare la dose – come riferiscono le agenzie di stampa internazionali – anche il quotidiano governativo turco che in prima pagina ha pubblicato un articolo sulla “Svezia, nazione di stupri”.

“La decisione turca di permettere sesso con bambini sotto i quindici anni deve essere revocata, i bambini e i minorenni hanno bisogno di più protezione e non già di meno protezione contro violenze e abusi sessualiscriveva la Ministra degli Esteri svedese. Questo il post che ha scatenato la bufera e la ripicca di Ankara.