Seconda notte di bombe turche contro l’Isis. Le forze della Turchia hanno lanciato questa mattina una terza ondata di raid aerei e di attacchi d’artiglieria contro obiettivi dell’Isis in Siria e un secondo attacco contro le postazioni del Pkk in Iraq. I caccia bombardieri F-16 turchi hanno colpito nella notte tra venerdì 24 e sabato 25 luglio almeno sette obiettivi dei ribelli del Partito dei lavoratori del Kurdistan, Pkk, nelle loro basi arretrate nel Nord dell’Iraq. Operazioni aeree hanno avuto luogo anche contro il gruppo jihadista dell’Isis in territorio siriano, secondo il testo emesso dall’ufficio del primo ministro Ahmet Davutoglu, che non specifica il numero di obiettivi colpiti. Ahmet Davutoglu, ha aggiunto che durante le retate antiterrorismo nel Paese sono state arrestate 590 persone che a detta del primo ministro “sono legate a organizzazioni terroristiche e rappresentano un pericolo potenziale”.

Si tratta della prima volta che la Turchia colpisce i curdi da quando nel 2013 venne annunciata la tregua, siglata dallo storico leader del gruppo separatista curdo, Abdullah Ocalan. Il premier turco si è detto pronto a nuovi attacchi:“Abbiamo dato istruzione per una terza serie di raid aerei in Siria e in Iraq. Le operazioni aeree e terrestri sono attualmente in corso”, queste le parole del primo ministro di Ankara, Ahmet Davutoglu. La reazione del Pkk è durissima: “Quell’accordo non ha più significato dopo gli intensi bombardamenti aerei da parte dell’esercito di occupazione turco”. La tregua era in corso dalla primavera del 2013, quando si è aperto un difficile processo di pace tra Turchia e Pkk ma quest’ultimo sul suo sito ha replicato dichiarando che “la tregua non ha più senso dopo questi intensi raid aerei dell’esercito turco occupante”. Tra gli obiettivi colpiti figurano “nascondigli, hangar, caverne e strutture logistiche piene di munizioni”, è stato aggiunto.