Non si ferma la violenza terroristica in Turchia. Dopo l’attacco di ieri da parte di due donne che hanno sparato e lanciato granate contro una stazione di polizia alla periferia di Istanbul ecco arrivare nuove notizie da Mardin, città sita nella parte sud-est del Paese.

Questa mattina è infatti esplosa un’autobomba collocata davanti l’ennesima stazione delle forze dell’ordine seguita dal lancio di un missile: nella deflagrazione sono morti due agenti di polizia e sono state ferite 35 persone in totale.

Per quanto non ci sia stata alcuna rivendicazione ufficiale le autorità si sono dette sicure della paternità del gesto, attribuito al PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan. La tregua tra il partito politico armato il governo turco era crollata miseramente lo scorso luglio e da allora gli attacchi contro le forze dell’ordine nazionali si sono susseguiti con frequenza.

Lo scorso 28 febbraio la città di Nusabyn, sita nella provincia di Mardin e vicina al confine con la Siria, era stata colpita da un altro lancio di missili da parte di militanti del PKK, durante il quale erano morto un poliziotto e ne erano stati feriti altri due.

Nell’area la tensione è altissima, e sono state molte le manifestazioni contro il coprifuoco imposto dal governo conclusesi con il lancio di gas lacrimogeni all’indirizzo dei dimostranti.