Il presidente turco attacca l’Italia e Matteo Renzi risponde a tono su Twitter. “In questo Paese i giudici rispondono alle leggi e alla Costituzione italiana, non al presidente turco. Si chiama “stato di diritto” ha scritto il premier Matteo Renzi che ha voluto dire la sua sulle recenti dichiarazioni di Erdogan il quale ha invitato il nostro Paese a non indagare su suo figlio e a pensare, invece, alla lotta contro la mafia. “L’Occidente è dalla parte della democrazia o del golpe? Con l’Italia rapporti a rischio” ha detto il presidente turco Erdogan intervistato da RaiNews24. Queste – nello specifico – le parole incriminate: “La vicenda dell’indagine su mio figlio a Bologna potrebbe mettere in difficoltà le nostre relazioni con l’Italia, che dovrebbe occuparsi piuttosto della mafia”. Il figlio, infatti, è stato indagato per riciclaggio dai pubblici ministeri emiliani.

Turchia, Erdogan attacca l’Italia

Erdogan ha criticato duramente anche l’Alto Rappresentante Ue per la politica estera, Federica Mogherini, che qualche giorno fa aveva espresso forte dissenso nei confronti delle purghe adottate dal governo turco, subito dopo il golpe (fallito). “La Mogherini ha chiaramente condannato il tentato colpo di stato. Ha espresso sostegno per le istituzioni democratiche legittime in Turchia, indicando in particolare il Parlamento. E’ rimasta in contatto con le autorità turche, inclusa la sua conversazione con il Ministro degli Esteri Cavusoglu” è il commento ufficiale dell’Ue per bocca del portavoce del servizio Esteri. Per il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni “la magistratura italiana è impegnata, insieme alle forze dell’ordine, al contrasto della mafia e non ha di certo bisogno dell’incoraggiamento da parte di alcuno”. E ancora: “Quanto ai rapporti tra Europa e Turchia, la Farnesina ribadisce la ferma condanna del tentativo di colpo di stato del 15 luglio e conferma la preoccupazione comune all’intera Europa per gli accadimento in corso” ha concluso il Ministro.

Per il presidente del Csm Giovanni Legnini “l’attacco alla magistratura italiana da parte del presidente turco è grave e inaccettabile”: “I giudici e i pm italiani combattono quotidianamente contro le mafie con le indagini e i processi, rischiando la vita ed ottenendo risultati straordinari. Piuttosto è la Turchia a dover fornire alla comunità internazionale garanzia di rispetto dei principi di autonomia ed indipendenza della magistratura, irrinunciabili per il nostro paese e per qualunque paese democratico, dando risposte sulle gravissime destituzioni e arresti di migliaia di giudici che il plenum del Csm ha fermamente e prontamente condannato, insieme alla rete dei consigli superiori europei e a quella dei presidenti delle Corti Supreme Ue”.

Per il Ministro della Giustizia Orlando “nessuno può dire alla magistratura italiana di cosa deve occuparsi”: “La Costituzione italiana garantisce l’autonomia della magistratura dal potere esecutivo e ancor più da poteri esterni. Non possiamo che vedere con preoccupazione il fatto che gli stessi principi non valgano più in Paesi che avevano imboccato questa strada, la magistratura italiana negli anni ha ottenuto grandissimi successi e riconoscimenti da tutto il mondo nella lotta alla mafia, al terrorismo, alla corruzione. Pagando spesso un contributo altissimo, anche di vite umane. Proprio le indagini sui flussi finanziari e sulla provenienza di capitali hanno consentito di infliggere i colpi più significativi alla criminalità organizzata”.