Dopo il riconoscimento del corpo mutilato e bruciato di Hande Kader la comunità LGBT della Turchia è sul piede di guerra e ha annunciato una manifestazione a Istanbul per domenica prossima.

Il corpo dell’attivista era stato ritrovato in una strada di periferia della capitale turca lo scorso 8 agosto, ma a causa delle orrende condizioni in cui era stato lasciato è stata necessaria una settimana prima che potesse essere ufficializzato il riconoscimento.

L’attivista transgender di 22 anni, che prima di morire sarebbe stata stuprata, era divenuta famosa in seguito alle proteste di giugno dell’anno scorso quando era diventata un’icona della lotta alla repressione della polizia che aveva colpito i partecipanti al Gay Pride con gli idranti.

Repressione che si era puntualmente ripetuta il 19 giugno del 2016, quando gas lacrimogeni e proiettili di gomma l’avevano fatta da padrone in una piazza Taksim transennata, in cui si era svolta una manifestazione già vietata dalla prefettura per supposti motivi di sicurezza dopo una serie di minacce di gruppi islamici conservatori.

Purtroppo la morte della Kader era stata preceduta il 4 agosto dal ritrovamento di un corpo decapitato appartenente a un giovane rifugiato siriano omosessuale, tra l’altro non lontano dalla zona in cui la polizia aveva rinvenuto quello della transessuale.

Le associazioni LGBT turche chiedono giustizia per Kader e auspicano che le autorità facciano luce sul delitto, su cui aleggiano sospetti inquietanti.