Dopo il colpo di stato dell’esercito turco, poi fallito, Erdogan ha deciso di usare il pugno duro. Sono 9 mila le persone arrestate, 15.200 i docenti sospesi, 21 mila le licenze d’insegnamento revocate a docenti che lavoravano in scuole private. Sono state chieste le dimissioni di 1577 rettori che guidavano i più importanti atenei del Paese, allontanati anche 492 dipendenti tra cui imam e docenti di religione; arrestato il rettore dell’università di Gazi ad Ankara. Vietati anche i funerali islamici per tutti i golpisti uccisi. Insomma uno stato d’emergenza: “Ci sono stati molti arresti in questi giorni e altri nomi arriveranno nei prossimi giorni. Non abbiamo ancora finito. Ma restiamo nel sistema della democrazia parlamentare, non ce ne allontaneremo mai” ha detto il presidente turco Erdogan parlando in diretto con Al Jazeera.

Erdogan contro l’Unione Europea

E’ stato proclamato lo stato d’emergenza per tre mesi in base all’articolo 120 della Costituzione turca. Erdogan non risparmia critiche nemmeno all’Unione Europea: “Per 53 anni abbiamo bussato alle porte dell’Ue e ci hanno lasciato fuori mentre altri entravano. se il popolo decide per la pena di morte e il Parlamento la vota, io la approverò” ha precisato Erdogan. Intanto Wikileaks ha pubblicato in rete migliaia di mail del principale partito turco, l’Akp, facendo tremare la Turchia visto che potrebbero contenere informazioni riguardanti persino il fallito (o finto, come sostengono in molti) colpo di stato.

“Un tentativo di golpe è un reato o no? E’ un crimine contro lo Stato e lo Stato ha il dovere di trovare i colpevoli e consegnarli ai giudici che, in uno Stato di diritto, li giudicano nel rispetto della legge” ha detto Erdogan. Peccato che, nel sistema giudiziario, il governo avrebbe autorizzato l’arrestato di 113 persone tra cui 2 giudici della Corte Costituzionale. “Nessuno può darci lezione!” ha tuonato Erdogan rispondendo alle critiche che gli arrivano da tutto Europa, auspicando che la Turchia possa tornare alla normalità, nel rispetto della legge e dello Stato di diritto. E allora chi è l’autore di questo golpe? Secondo il presidente Erdogan si tratta di un’organizzazione terroristica, di una “minoranza che voleva imporre la sua volontà alla maggioranza”; un piano in cui “potrebbe essere stato coinvolto anche qualche Paese straniero”. Il riferimento potrebbe essere agli Stati Uniti: “Se gli Usa non ci consegnano Gulen fanno un grave errore. Perché stiamo fornendo loro tutte le prove richieste”. Hanno già inviato, infatti, quattro dossier per sostenere la richiesta di estradizione di Gulen che, intanto, non percepisce più pensione da Ankara.

Censurata la stampa turca

Colpita anche la stampa turca. Sospese 24 emittenti televisive e radiofoniche poiché ritenute soggette all’influenza di Gulen; ritirato il tesserino a 34 giornalisti, bloccata la distribuzione del nuovo numero di un settimanale satirico. Nel corso dell’intervista ad Al Jazeera, Erdogan ha detto di “non essere mai stato contro i media ma la libertà d’espressione non dovrebbe essere usata come un’arma”. 

Anche l’Italia ha deciso, tramite il Csm, di sospendere “ogni rapporto di cooperazione con il Consiglio superiore dei giudici e dei pm della Turchia fino a quando non sarà fatta chiarezza sul ruolo del Consiglio nelle determinazioni che hanno portato all’arresto o alla destituzione di oltre 2 mila magistrati“.