Un trio di turisti nudi e ubriachi danzano a Paseo Joan de Borbo, un vialone di La Barceloneta alle 9 del mattino di mercoledì 6 agosto. Un fotografo professionista di Barcellona Vicens Forner si trova nel punto giusto al momento giusto. Sfodera la sua fotocamera e li immortala scattando foto che vengono pubblicate prima da un quotidiano locale catalano “El Periodico” e finiscono poi su El Pais sul The Guardian e su Repubblica. “Naked Italians spark protests against antics of drunken tourists in Barcelonatitola il The Guardian. Italiani nudi provocano proteste contro le buffonate di turisti ubriachi a Barcellona.

E anche El Pais punta il dito contro gli italiani. Repubblica e la stampa italiana a ruota. La foto fa il giro del web e dei media televisivi. Insomma il classico bubbone che scoppia e che porta alla ribalta il problema del turismo etico. Per intenderci questa una delle eloquenti foto pubblicate dallo stesso fotografo su twitter.

Fresche le immagini di una Venezia inorridita dalle porcherie del turismo straniero ecco che anche gli italiani all’estero ne combinano una più del diavolo. Addirittura nudi per le strade. Vergogna.

Seguiamo un po’ imbarazzati anche noi le notizie che arrivano dalla Spagna ma ci permettiamo un “presunti turisti italiani nudi a Barcellona“. Perché presunti? Perché in realtà nessuno ha veramente appurato che questi tre personaggi della foto fossero di nazionalità italiana.

Nel frattempo il tutto è davvero troppo per i residenti di La Barceloneta. E così in duecento scendono in piazza, in una protesta spontanea ma rabbiosa. “Basta al turismo alcolico”, urlano. “Non siamo Magaluf, Lloret de Mar o Ibiza“.

Perché in quelle località citate sarebbe permesso questo scempio? Questioni loro non entro nel merito. Sicuramente tre località della movida notturna della Spagna rinomate per le crazy night ma non per il naked tra le strade pubbliche.

Italiani o no? Pochi giri di parole e poco patriottismo inutile. Ricostruiamo i fatti e cerchiamo di capire che cosa non ha funzionato in questo gossip metropolitano da una notte di mezza estate. Perché qualcosa non ha funzionato.

Il primo a porsi la domanda è un italiano residente a Barcellona @The Pierri che non proprio soddisfatto del calderone sull’Italian style contatta su twitter Vicens Forner e chiede in maniera diretta al fotografo: “Mi conferma che erano italiani?Risposta di Forner: “I ragazzi mi sembravano algerini però delle ragazze che erano lì parlavano a loro italiano. Gli hanno chiesto il numero di telefono

Risposta per lo meno che induce a delle riflessioni di non poco conto. Così che anche noi di Leonardo.it abbiamo voluto approfondire la questione contattando su Facebook il fotografo Vicens Forner che gentilissimo ha risposto anche al nostro quesito.

vicens froner risposta

Anche a noi in maniera chiara dice che delle ragazze parlavano con loro in italiano e loro hanno risposto in italiano ma che a lui i ragazzi gli sembravano di “miscela”  ”origine” araba. Non sa di dove erano perché non avevano documenti.

Effettivamente erano nudi. Documenti addosso era un po’ dura. E siamo comunque nel paradosso del “mi sembravano”.

Sulle origini dei ragazzi quindi sorgono numerosi dubbi. Per il proprietario del supermarket rappresentato nella foto gli spavaldi turisti dichiara fossero italiani.

La Polizia locale? Non è autorizzata a fornire informazioni sul caso specifico data la sensibilità della questione. Ma davvero. E a chi rivolgersi quindi? All’ufficio stampa del Comune di Barcellona che in tutta risposta dilaga: “Quegli atteggiamenti non rappresentano la maggioranza dei visitatori. Stiamo facendo di tutto affinché non si ripetano atti incivili. Vogliamo un turismo culturale e rispettoso, lontano dalle immagini che abbiamo visto”.

Algerini che parlavano italiano? Turisti italiani? Italiani che parlavano in dialetto? Nord africani che sapevano l’Italiano? Il dubbio rimane. Qualche indagine in più sicuramente se questa è una questione ritenuta addirittura delicata andava fatta per lo meno dalle autorità locali. A noi italiani rimane un po’ l’amaro in bocca.