L’aggettivo turrito (dal latino “turritus”, derivato di “turris” = “torre”) si utilizza per definire ciò che è cinto o munito di torri (es. città turrita, castello turrito, turrite mura, ecc.)

E’ inoltre detta corona turrita quella posta sul capo dell’immagine femminile che rappresenta simbolicamente l’Italia. L’”Italia turrita” (personificata cioè nell’aspetto di una giovane donna con il capo cinto da una corona muraria con relative torri) è uno dei simboli patri italiani. Tale rappresentazione trae origini dall’antica Roma ed è intrinsecamente legata alla figura di Cibele, divinità della fertilità di origine anatolica spesso raffigurata con in capo una corona muraria. Durante la seconda guerra punica, all’arrivo di Annibale, i sacerdoti predissero infatti che Roma sarebbe stata salva solo se vi fosse giunta l’immagine di Cibele. Questa venne trasportata a Roma e collocata all’interno del tempio della Vittoria. In seguito al suo arrivo, l’esercito romano sconfisse quindi Annibale e la città fu salva. Da allora Cibele venne venerata come ‘Magna Mater’.

Nel corso del I secolo a. C., la figura di Cibele iniziò poi a rappresentare l’idea di un’Italia pacificata e unita sotto il dominio di Roma. E’ in questo periodo che la personificazione allegorica dell’Italia appare per la prima volta su una moneta, seppur non ancora provvista della famosa corona. Durante il regno di Antonino Pio venne in seguito coniato un sesterzio rappresentante l’Italia come una donna turrita, che siede su un globo e reca in una mano una cornucopia. E’ questa l’immagine che diverrà la rappresentazione classica della personificazione dell’Italia.

L’Italia turrita diverrà in seguito uno dei simboli del Risorgimento, venendo rappresentata in numerose statue marmoree, mentre nel 1946 viene scelta dai sostenitori della repubblica quale simbolo da utilizzare nella scheda del referendum sulla forma istituzionale dello Stato, in contrapposizione allo stemma sabaudo, che rappresentava invece la monarchia. Dopo la proclamazione della Repubblica, l’iconografia della rappresentazione allegorica del Paese comparve su francobolli, monete, valori bollati e vignette.