Tutt’al più (composto di ‘tutto’ e ‘al più’; più raramente scritto tuttalpiù) è una locuzione avverbiale che conferisce valore ipotetico-limitativo a una frase, o sequenza di discorso, rispetto a quanto precede: es. “Proviamo questa strada: tutt’al più torneremo indietro”. Il suo significato può quindi essere reso con le espressioni “al massimo”, “nel peggiore dei casi”, “nella peggiore delle ipotesi”, “nell’ ipotesi meno favorevole” e così via. Sinonimi di tutt’al più possono di conseguenza essere considerati gli avverbi o locuzioni avverbiali “alla peggio”, “al limite”, “al massimo”, “male che vada”, ecc.

Esempi di utilizzo sono costituiti dalle frasi:

  • “Con un po’ di fortuna, Paolo sarebbe potuto arrivare a Milano domenica mattina o, tutt’al più, nel primo pomeriggio”.
  • “Non abbiamo litigato, si può parlare, tutt’al più, di una divergenza di opinioni”.
  • “L’ obiezione sollevata dalla professoressa avrebbe potuto tutt’al più condurre alla revisione di una parte dell’ elaborato”.
  • “Il mare non è mai stato amico dell’ uomo. Tutt’al più è stato complice della sua irrequietezza”. (Joseph Conrad)
  • “Non ci fermiamo alle apparenze, ciò che inizialmente ci faceva ridere adesso ci farà tutt’al più sorridere.” (Luigi Pirandello)
  • “Tutt’al più sarà stato uno scherzo di cattivo gusto”.
  • “Per la maggior parte delle persone che vi abitano, il mondo reale finisce sulla soglia di casa, al limite del villaggio, tutt’al più al confine della vallata”. (R. Kapucinsky)