Esperimento all’istituto Majorana di Brindisi dove le prime classi della scuola superiore potrebbero mettere piede in aula, anziché alle 8, alle 10. Ben due ore dopo così da rendere meglio, secondo i promotori di un’iniziativa che sta già facendo discutere e che piace molto agli studenti “dormiglioni”. Gioisce, interpellata dal Corriere.it, Raffaele Mantegazza, della Bicocca: “Finalmente cominciamo ad assestare i tempi della scuola su quelli delle persone. Ricordo quando insegnavo a Como, questi poveri ragazzi costretti ad alzarsi alle 5 per arrivare dai paesi vicini ed entrare in tempo a scuola. Gli studenti hanno bisogno di essere svegli e motivati per imparare, iniziare la scuola alle 8 non è scritto sulle tavole di Mosè”.

“Coinvolgeremo tutti, enti locali e famiglie. Sicuramente da settembre avremo le prime classi con orario di entrata spostato in avanti. Dopo anni di sperimentazione di metodologie didattiche che puntano ad andare incontro alle esigenze degli studenti, il nostro non è un punto di partenza ma di arrivo”, queste le parole di Salvatore Giuliano, preside del Majorana. Sperimentazioni di questo genere sono state fatte, seppur in parte, anche in Inghilterra, Australia e in alcuni stati Usa dove si può entrare in classe fino alle 9.

I benefici? “Qualità e quantità del sonno che modificano la capacità di imparare” ha dichiarato al Corriere.it De Gennaro, studioso del sonno.