C’è da chiedersi dove abbia studiato. Manager esperta in pubbliche relazioni scrive un tweet razzista e viene licenziata. Justine Sacco, di New York, lavorava per la InterActiveCorp, colosso mediatico americano (suo il marchio Ask.com); prima d’imbarcarsi a Londra su un aereo diretto in Africa, ha scritto questo tweet: “Sto andando in Africa. Spero di non prendere l’Aids. Sto scherzando. Sono bianca!“.

Durante il volo sono accadute molte cose. La rete è esplosa, sono infuriate le proteste contro questa dirigente e sicuramente anche contro la compagnia che la impiegava. In poco tempo l’hashtag #HasJustineLandedYet è diventato una tendenza su Twitter.

Il New York Times ha dato ampio risalto alla cosa; non si trattava di un fake. La Sacco non è nuova a sparate del genere. In passato aveva scritto: “Posso essere licenziata per quello che dico quando sono ubriaca?“; prima ancora: “Ho avuto un sogno erotico con un bambino autistico“. E poi: “Mi piacciono gli animali, ma quando fa freddo ne scuoierei uno per la pelliccia“.

La InterActive Corp non l’ha presa bene; l’azienda ha quindi deciso di licenziare Justine, mentre il suo aereo doveva ancora atterrare. Secco il comunicato: “Un commento oltraggioso e offensivo che non riflette il punto di vista e i valori di Iac. Sfortunatamente la dipendente in causa non è raggiungibile su un volo internazionale ma questo è un tema serio e stiamo assumendo le misure appropriate“.

Il tweet è stato cancellato e l’account rimosso. Nuovo account, nuovo tweet: “Chiedo sinceramente scusa per il mio tweet ignorante e spero vogliate perdonarmi“. Successivamente: “Ho appena saputo di essere stata licenziata. Me l’aspettavo. Sono davvero dispiaciuta e pentita“.

Qui sotto il flusso legato all’hashtag che l’ha resa una disoccupata.