Alla fine sono arrivati i sigilli per il cantiere del Twiga a Otranto, nuova struttura  turistico-ricettiva a cui Flavio Briatore ha concesso l’utilizzo del suo marchio – Twiga appunto – e che per la procura di Lecce presenterebbe delle irregolarità. In particolare verrebbe contestata la presunta illegittimità delle autorizzazioni rilasciate dal Comune di Otranto prima della realizzazione dell’impianto e la presunta illegittimità di manufatti che sarebbero stati diversi da quelle autorizzati.

La procura contesta a Mimmo De Santis (presidente della società Cerra a cui il Twiga appartiene) e al progettista e direttore dei lavori Pierpaolo Cariddi il reato di violazioni di norme urbanistiche in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e abusiva occupazione del Demanio marittimo.

Nel mirino degli inquirenti la prima autorizzazione che sarebbe stata rilasciata al Twiga e che avrebbe permesso l’accesso al mare e all’utilizzo di strutture amovibili di chiosco e ristorante e servizi per la balneazione per consentire la fruizione del litorale e garantire la fornitura di servizi e attrezzature utili alla balneazione. Sempre secondo la procura, tale opera sarebbe stata realizzata su una zona agricola che non prevede la realizzazione di strutture più grandi di un chiosco (cosa che sembra, sia avvenuta).

Il sequestro preventivo sarebbe quindi stato giustificato dallo sbancamento del terreno e dall’esecuzione di lavori editi che non sarebbero stati autorizzati o che lo sarebbero stati in maniera nettamente differente.