A quanto pare, aveva ragione Andy Wahrol: è arrivato un tempo in cui chiunque può godere di 15 minuti di celebrità. E non c’è dubbio che alla materializzazione dell’incubo wahroliano abbiano in buona parte contribuito i social network, assurti rapidamente alla funzione di incontrollabili megafoni dell’eclatante. Ne è dimostrazione quanto accaduto in California, dove una 18enne, Brianna Longoria, ha fatto il giro del web per un suo post pubblicato su Facebook, nel quale sembrava bearsi della sua improvvisa celebrità, dovuta al fatto di aver ucciso due persone in conseguenza di un incidente stradale.

Giovedì scorso, la ragazza stava girando per le strade di Lancaster, 100 km da Los Angeles, in compagnia di due amici, quando la Honda da lei guidata non si è fermata a uno stop e ha finito per travolgere una Toyota. Le due persone all’interno della Toyota sono morte sul colpo, mentre Brianna e i suoi amici hanno riportato solo contusioni superficiali.

Nel migliore dei mondi possibili, Brianna avrebbe dovuto parlare della cosa sdraiata sul lettino dello psichiatra, ricostruendo l’incidente con delle macchinine giocattolo, e non tramite un post su Facebook col quale annunciava ai suoi amici di essere su tutti i giornali a causa dell’incidente. Accompagnando il commento con un’insensato selfie a ombelico scoperto.

A sua parziale scusante, oltre la giovine età e la crassa ignoranza (che in realtà non scusa proprio nulla), c’è il fatto che al momento non risulta indagata dalla polizia. I test hanno infatti dimostrato che Brianna non era sotto l’effetto di alcool o stupefacenti. Resta invece a galla l’ipotesi che non si sia fermata allo stop perché impegnata a smanettare al cellulare (chissà, forse proprio su Facebook). In tal caso, la sua situazione potrebbe cambiare e forse allora non sarà più troppo felice di tornare nuovamente su tutti i giornali.