Nessuno poteva sospettare di lui. Di Gabriele, 43 anni, romano e figlio di un dipendente Alitalia in pensione. Aveva lavorato nell’Arma dei Carabinieri (occupandosi anche di indagini delicate e complesse, ndr) per poi licenziarsi e diventare promoter finanziario. E, invece, l’insospettabile ha ucciso – secondo gli inquirenti – i suoi due figli, di quattro e due anni, a colpi di martello. Fingeva di stare bene, faceva credere che la sua fosse una famiglia perfetta. E, invece, non era così. Si era comprato una bellissima casa, un attico su due piani dal valore di un milione di euro. Peccato che nascondesse ai suoi familiari – compresa la moglie che era all’oscuro di tutto – i debiti e lo sfratto.

Uccisi a martellate, era in pieno tracollo finanziario

Dopo aver ucciso i suoi due figli di quattro e due anni, forse rendendosi conto del gesto estremo compiuto, si è suicidato ad un altezza di 150 metri. Tutti descrivono la sua come una “famiglia perfetta”, una “coppia da Mulino Bianco”: “Gabriele mi aveva detto che stava per firmare il rogito della casa in cui viveva da anni”. E, invece, non era così: non doveva perfezionare nessun acquisto.

Gabriele era in tracollo finanziario, non riusciva più a pagare quell’affitto con riscatto. E così rischiava di perdere quella bellissima casa.