Orribile caso di omicidio – suicidio quello avvenuto in Thailandia, a Phuket, dove il giovane Wuttisan Wongthalay ha impiccato la figlia di appena 11 mesi prima di darsi egli stesso la morte con lo stesso metodo.

Ad accrescere l’orrore il fatto che l’uomo ha filmato i due eventi e pubblicato i video su Facebook, dove sono rimasti a disposizione del pubblico per oltre un giorno: in tutto sono state 370mila le visualizzazioni.

È stata la moglie Jiranuch Trairat a chiamare le autorità dell’isola, le quali hanno recuperato i due cadaveri dal tetto di un albergo abbandonato sul quale era salito l’autore del folle gesto.

Secondo gli investigatori il movente dietro il doppio delitto sarebbe quello della gelosia ossessiva frutto della paranoia di cui soffriva l’uomo, il quale riteneva che la moglie lo avrebbe presto abbandonato. La donna ha riferito di numerosi abusi subiti nel corso del rapporto con il padre di sua figlia: questi inoltre l’aveva accusata ingiustamente più volte di avere degli amanti.

Nel cuore della notte del 23 aprile l’uomo l’aveva minacciata di morte. Spaventatasi, sarebbe allora fuggita lasciando la figlia Beta con il marito: solo dopo aver provato a chiamarlo più volte la donna avrebbe pensato di entrare su Facebook, dove ha avuto modo di visionare l’agghiacciante video.

Sulla lentezza della rimozione del video dal social network è intervenuto il ministero dell’Economia digitale locale, che ha chiesto un’indagine sull’accaduto. Tuttavia non ci saranno denunce a carico dell’azienda di Palo Alto: “Non potremo presentare accuse contro Facebook perché hanno agito rispettando il loro protocollo quando abbiamo mandato la richiesta, hanno collaborato molto bene”.

L’incidente arriva dopo il caso analogo di Cleveland in cui un uomo aveva ripreso un omicidio in diretta, che aveva portato Mark Zuckerberg ad annunciare una maggiore attenzione a eventualità simili.