Era l’8 marzo di un anno fa. Edlira Copa, una donna albanese di 38 anni telefona alla madre dicendole “Ho in testa mille pensieri e non so da dove cominciare“. Poche ore dopo ucciderà con 90 coltellate le tre figlie: Simona, Kesi, Sidny di 13, 10 e tre anni. Le ha uccise nel sonno, una dopo l’altra. O forse no. Probabilmente la seconda figlia si è svegliata, ha visto la madre accoltellare una delle sorelle e ha provato a difendersi. Forse è corsa via, e ha provato a telefonare ai carabinieri. Per questo sul suo corpo ci sono più coltellate che su quello delle sorelle.

Follia. Follia pura, accaduta in un appartamento di 60 metri quadri al secondo di una palazzina in corso Bergamo 87 a Lecco. La donna si stava separando dal marito. Perché lo ha fatto? Lei ha detto “ho evitato loro un futuro disperato“. Forse in modo contorto voleva risparmiare il destino amaro di essere abbandonate come lei. Negli stessi giorni in cui compiva il suo delitto, il marito era in viaggio per il suo paese natale, il Kosovo, per presentare ai familiari la nuova compagna.

L’autrice di questa atroce strage è stata giudicata oggi per il suo crimine. E il Gup l’ha assolta per vizio totale di mente. Il giudice ha comunque deciso di applicarle la misura di sicurezza di dieci anni in una struttura psichiatrico-giudiziaria. Il processo si si è svolto con il rito abbreviato nel tribunale di Lecco. A discutere la causa c’erano oltre Al Gup, il pubblico ministero Silvia Zannini, titolare dell’inchiesta, e l’avvocato difensore Andrea Spreafico. L’imputata non c’era – si trova da tempo in una struttura psichiatrico-giudiziaria. Il giudice si è ritirato, rientrando in aula dopo una mezz’ora per la lettura del dispositivo. Le motivazioni della sentenza verranno rese note tra un paio di settimane.