Si terranno oggi pomeriggio, alle 15, nella chiesa di Tecchiena, frazione di Alatri, i funerali di Emanuele Morganti, il 20enne picchiato da un branco inferocito all’uscita dalla discoteca. La sua “colpa” è stata quella di aver difeso la fidanzata dalle avance di un giovane, forse un albanese, che l’avrebbe importunata durante la serata. Così Emanuele è stato picchiato a sangue, alla presenza di decine persone che non sono intervenute, tranne un amico. Ma non c’è stato niente da fare. Emanuele è stato massacrato.

Emanuele pestato a sangue da un branco inferocito

“Tutti gli correvano dietro e lo picchiavano, erano in tanti. 10, 12, 15. Erano tantissimi, sarei morto per lui” ha raccontato, a NewsMediaset, il ragazzo che ha assistito al pestaggio e che ha provato a difenderlo. “I buttafuori hanno preso uno che non c’entra niente con la rissa e giù schiaffi e manganellate. Non è vero che hanno fatto il lavoro” ha raccontato. “Mi sono in mezzo, quando uno ha estratto un manganello e ha iniziato a dare manganellate. Poi ho visto Emanuele correre nella parte bassa della piazza e tutti che gli correvano dietro. Infine ha ricevuto un colpo dietro la testa ed è caduto in avanti sbattendo contro un’auto” ha concluso.

Emanuele era un “angelo”

Infine l’appello: “Adesso vogliamo giustizia e non vendetta” ha dichiarato il fratello di Emanuele che lo ha ricordato come un “angelo”.