Decine di camion di aiuti russi – diretti a Lugansk hanno varcato la frontiera senza l’autorizzazione dell’Ucraina. I camion sono entrati attraverso il varco di Izvaryne, controllato dai separatisti. Il convoglio non è scortato da personale della Croce rossa internazionale, ma da unità separatiste. Dalla Cri hanno fatto sapere: “Il convoglio di aiuti russi ai civili sta dirigendosi in Ucraina, ma non stiamo scortandolo a causa della volatilità della situazione”. Ovvero, non ci sono sufficienti garanzie di sicurezza.

Kiev ha commentato duramente l’atto: “Si tratta di un’invasione diretta” ha fatto sapere il capo dei servizi segreti Valentin Nalivaicenko, che ha aggiunto come gli autisti dei camion siano militari carristi. “La Russia ha ignorato le regole e procedure internazionali e gli accordi raggiunti” ha tuonato il ministro degli Esteri ucraino, che ha detto come alle guardie di frontiera sia stata negata l’autorizzazione a ispezionare i veicoli.

Croce Rossa e autorità ucraine non sanno dunque cosa contengano i camion. Nei giorni scorsi, Kiev aveva fatto sapere che l’ingresso non autorizzato sarebbe stato considerato un’aggressione. L’Ucraina ha tuttavia fatto sapere di non avere intenzione di bombardare il convoglio russo. Da Mosca la replica: “La parte russa ha deciso di agire, tutte le scuse per far slittare la consegna degli aiuti si sono esaurite”. Il ministro degli Esteri ha poi ammonito Kiev: “Non tentate di sabotare questa missione umanitaria preparata da tempo in totale trasparenza e cooperazione con la parte ucraina e la Croce rossa”.

E’ anche guerra di cifre. Mosca asserisce che siano 34 i camion russi del convoglio umanitario, le guardie ucraine parlano di 145 su un totale di 280 che erano fermi alle frontiere. L’Italia ha condannato la decisione russa. Questo il comunicato della Farnesina: “L’Italia considera gravissimo che un convoglio di 134 veicoli russi sia entrato in territorio ucraino, pur con dichiarati scopi umanitari, senza la necessaria autorizzazione di Kiev. Solo una parte dei mezzi era già stata sottoposta alle ispezioni concordate tra le parti e il Comitato internazionale della Croce Rossa. Si è trattato dunque di un’azione unilaterale e contraria al quadro normativo e di sicurezza richiesto dall’Icrc, necessario per assicurare all’intervento carattere neutrale, imparziale e indipendente”.